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Eidos
Centro per lo studio e la cura delle tossicodipendenze
La sezione denominata «Eidos», si occupa delle tossicodipendenze con lo scopo immediato d'organizzare dei seminari su questo argomento. Essi si sono svolti a partire dal novembre 1996, ed hanno avuto il patrocinio del Comune di Padova e dell'Assessorato agli Interventi sociali; sono stati inoltre riconosciuti come corso di aggiornamento per il personale scolastico dal Provveditorato agli Studi di Padova. Lo scopo di questi seminari, oltre naturalmente a promuovere l'informazione e la sensibilizzazione per le complesse problematiche soggettive, sociali, terapeutiche, giuridiche e culturali connesse con l'uso di sostanze stupefacenti, è soprattutto d'incentivare la riflessione psicanalitica attorno ad esse. Attorno a queste patologie, del resto diffusasi epidemicamente solo negli ultimi venti anni, la psicanalisi, finora, ha avuto scarse occasioni d'interrogarsi, sia perché gli analisti hanno solitamente poche occasioni di confrontarsi direttamente con esse, sia perché l'impostazione che essi hanno sempre dato alla clinica è stata incentrata soprattutto sull'individuo, tenendo scarso conto dei fattori socio-culturali delle patologie.
Parallelamente allo svolgimento di questi seminari, «Eidos» ha organizzato un gruppo di studio sulle tossicodipendenze, coordinato da Ettore Perrella. Il gruppo di studio, oltre ad approfondire le tematiche cliniche e terapeutiche della tossicodipendenza, ha anche raccolto alcune sollecitazioni da parte di analisti che avevano iniziato a seguire individualmente dei soggetti tossicodipendenti, riscontrando i noti problemi che di solito presentano queste situazioni (il pericolo di ricadute; il rischio di un'interruzione troppo precoce della cura).
Questo reticolo può operare anche con un lavoro parallelo svolto con la famiglia o con coloro che hanno un rapporto affettivo con il soggetto. Infatti non si tratta solo d'aiutarlo a comprendere i motivi per cui è giunto a porsi in una situazione di dipendenza, ma anche di far valere per lui dei limiti simbolici, che non possano essere né smentiti né negati, senza i quali la sola comprensione della propria vicenda personale non basta ad avviarlo lungo il difficile cammino dell'abbandono della dipendenza.