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Paides
Centro di formazione per l'educazione e la cura del bambino



Si è costituito un gruppo organizzativo sull'infanzia che ha proposto la creazione di una nuova Sezione dell'Accademia, denominata «Paides. Centro per l'educazione e la cura del bambino». La nuova Sezione nasce con lo scopo di creare un luogo di ricerca pratico-teorica per tutti coloro che intendono impegnarsi nella produzione di un pensiero che rispetti lo statuto etico-esistenziale del bambino e dia vita ad una pratica educativa, riabilitativa e psicoterapeutica coerente con queste premesse. Una riconsiderazione in termini etici ed esistenziali dell'azione e del fenomeno del gioco libero nell'infanzia si costituisce per noi, allo stesso tempo, come punto di partenza e meta da raggiungere. Pensiamo sia necessario giungere ad un'articolazione teorica che s'inscriva in una logica in grado di rispondere della particolarità dei bambini, per questo crediamo di individuare nella pratica di Bernard Aucouturier e nella teoria di Ettore Perrella un orizzonte di riferimento imprescindibile per il nostro lavoro. In particolare questi autori possono aiutarci a non restare ingabbiati nella selva delle diverse teorizzazioni, spesso molto vaghe, che costituiscono l'attuale discorso sulla prima età della vita dell'uomo. Ci pare di poter dire, ad una prima analisi, che troppe teorie che riguardano l'infanzia mostrano sempre la stessa debolezza, in quanto trascurano l'importanza della strutturale dissimmetria fra adulti e bambini, la quale costituisce invece per noi l'elemento cardine con il quale misurarci.

A partire dal nostro modo di metterci in rapporto con questo punto, si dispiega la nostra visione non solo del bambino in quanto tale, ma anche delle cose della vita e del mondo. Possiamo portare come esempio la psicanalisi. Alcune delle sue chiusure e molto del suo cinismo esistenziale sono in stretto rapporto con l'operazione che essa conduce con l'infanzia, enfatizzandola da un lato e spazzandola via dall'altro. La realtà dei bambini è davvero molto semplice e una pratica correttamente orientata verso di loro è anch'essa di una semplicità disarmante. Ma arrivare al cuore di questa semplicità è un'impresa assai complessa per qualunque adulto, che, per affrontarla, incontra le stesse difficoltà che si riscontrano quando cerchiamo d'orientare eticamente la nostra azione. Basterebbe comprendere perché accade questo per impostare correttamente qualunque ricerca e per indirizzare meglio la nostra formazione.

Tuttavia, pensare solo alla dimensione individuale non è sufficiente. Occorre anche tenere conto della prospettiva della collettività, fondandola in ciò che è più essenziale nelle relazioni intersoggettive, dal momento che la vita delle generazioni future non deve starci a cuore meno di quella di coloro che amiamo e di cui ci prendiamo cura. Proprio da questo punto di vista diviene particolarmente proficua una riflessione sull'amore materno e sull'amore del padre. Infatti i bambini presentificano agli adulti il problema della destinazione ultima dei loro atti fondamentali, dal momento che l'educazione in definitiva ad altro non tende che a trasmettere alle generazioni future alcuni principi essenziali che stanno alla base delle nostre scelte.

A partire dalla riflessione sullo statuto etico-esistenziale del bambino, Paides tenterà perciò di trovare degli opportuni punti di connessione fra le proprie iniziative e la dimensione sociale, in quanto ritiene che le istituzioni della comunità, per l'educazione e la crescita dei bambini, nel modo di vivere attuale, spesso non siano meno essenziali della concreta relazione tra genitori e figli.

Per concludere vorremmo dire due parole sul fatto che questa Sezione dell'Accademia platonica delle Arti prende vita a Padova, in un contesto culturale che è stato per anni estremamente vivo e sensibile alle tematiche educative (in particolare facciamo riferimento al discorso che è stato sviluppato nella complessa realtà scolastica del «tempo pieno»). Il nostro modo di guardare al bambino ci permette di valorizzare l'importanza della scuola come occasione reale di apertura e di crescita anche per l'adulto (insegnante o genitore). Ma proprio per questo pensiamo che si debba essere molto duri nei confronti di una scuola che non sa più condurre la propria battaglia per tutti i bambini. Ci piacerebbe dare il nostro contributo alla creazione di uno spazio di parola per tutti coloro che, nelle difficoltà della pratica quotidiana, continuano a portare avanti un'idea di scuola che non si rassegna a perdere per strada nessun bambino.


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